Storia dell’emigrazione maceratese

Il flusso migratorio che dalla fine dell’ottocento in poi ha visto protagonista la nostra provincia, nasce fondamentalmente su basi economiche. Le Marche erano una regione estremamente povera, fatta di mezzadri, braccianti e pescatori, che prima hanno iniziato a spostarsi in piccoli gruppi verso il Lazio, la Toscana e l’Emilia Romagna, e poi hanno tentato il grande salto, alla ricerca di una Terra Promessa, verso l’Europa del Nord, gli Stati Uniti e il Sud America.
Era comunque l’Argentina la metà prediletta dai maceratesi, dove sul totale degli espatriati della provincia, giungevano in media il 50% delle persone, superando il 70% in alcuni comuni dell’alto maceratese, come Loro Piceno, Colmurano, Sant’Angelo in Pontano, Ripe San Ginesio.
Nel corso del secolo appena trascorso i maceratesi sono andati per il mondo in cerca di fortuna, e a volte l’hanno persino trovata, riuscendo a distinguersi e diventando artisti affermati, scrittori, sportivi e industriali. Pensare comunque che questo sia un fenomeno del passato è sbagliato. Infatti, anche se con modalità diverse, sono molti gli italiani (nel nostro caso i maceratesi) che scelgono di fare un’esperienza di vita all’estero, che magari a volte diventa permanente.

Approfondimenti a cura di Paola Cecchini
(giornalista, scrittrice e traduttrice che dal 1999 si occupa di emigrazione e collabora con diversi giornali italiani nel mondo).

Intervista a Marco Moroni
(docente di Storia economica e responsabile del Centro studi delle Acli marchigiane).

Scarica il libro: “Cento anni di emigrazione marchigiana. Storie di marchigiani emigrati all’estero” a cura di Marco Moroni.